Come sono arrivato a fare il webcoach

Come ho imparato quello che puoi imparare anche tu.

Come sono arrivato a fare il webcoach

Parlando ieri con un cliente del progetto web che stiamo realizzando per la sua azienda, ad un certo punto mi chiede: “Ma come sei arrivato a fare il webcoach?”.

Bella domanda!

Ecco che così, d’improvviso, mi sono ritrovato a rincorrere indietro nel tempo i pensieri, arrivando alla nascita del tutto, se così vogliamo chiamarla ed ho pensato di condividerla con te.

Ho aperto VERDELITE, la mia prima agenzia web, nel 2009.
Si occupava (e si occupa, in quanto è tuttora operativa) di comunicazione web per le aziende del Verde, ossia vivai, garden center ed aziende di sementi.
Erano già 5 anni che lavoravo con quel mercato, quello dell’Ortoflorovivaismo e avevo quindi rapporti con la clientela consolidati.
In quegli anni, visto il rapporto di fiducia instaurato, diversi clienti iniziarono a chiedermi consigli su argomenti “paralleli” al mio (lavoravo nel settore grafica e stampa) e volevano consigli su  computer, gestionali, web ed altro).

Siccome ho sempre creduto nella specializzazione, la maggior parte delle volte segnalavo dei contatti di fiducia ai quali rivolgersi (quando ne avevo) mentre, per quanto riguardava il web, decisi di approfondire quale fosse la loro situazione ed esigenza.

Arrivai a fare questa fotografia dello stato delle cose: avevano quasi tutti siti vetrina di pochissime pagine, pagati migliaia e migliaia di euro, spesso fatti realizzare al fornitore del gestionale, che li commissionava all’agenzia grafica la quale, a sua volta, li faceva fare al cugino del proprietario della carrozzeria sotto all’ufficio.

Morale: 9 volte su 10, i miei clienti ottenevano il peggio del lavoro
al massimo dei prezzi.

In quello stesso periodo stavo a mia volta scegliendo un’agenzia web (di quelle vere, ossia che lo facevano di mestiere) che realizzasse il sito alla tipografia dove lavoravo.
Ci avevo già fatto il callo: venivo sottoposto dal titolare dell’agenzia o dal suo grafico a domande del tipo:”Cosa trattate? Di che colore preferireste il sito? Avete una brochure e delle foto?” per ricevere poi dei preventivi che dicevano tutto e niente.

Più o meno era sempre la stessa storia e, come si fa in questi casi, si cerca di scegliere, fra le aziende più conosciute in zona, quella che costa meno.

Firmato l’ordine, partiva la fase ATTESA SNERVANTE, (confermatami ancora oggi, quando i nuovi clienti mi raccontano delle loro precedenti esperienze con agenzie web), ossia dove la visione delle prime bozze del sito veniva rimandata di settimana in settimana.

Arrivata poi la tanto agognata bozza, ci pensava spesso il cliente a metterci del suo (gusto, opinioni, arte e sregolatezza) rendendo il sito un quadro di Mirò: bello (a volte) ma da capire.

Stabilita quindi la linea grafica, si passava alla fase RIMANDO CRONICO, dove l’agenzia chiedeva al cliente i contenuti ("Mi mandi dei testi dove racconta cosa fate, i vostri prodotti, ecc) e ciò spostava la consegna prevista in avanti di circa tre o quattro mesi (succede anche oggi, se non si gestisce bene la questione).

Perchè? Semplice, è come se tu, muratore, chiedessi a me di realizzare un muretto con pietre a vista.
Non l'ho mai fatto, mi sembra un impegno gigantesco, e dovrei pensare a:

- dove lo faccio?

- come lo faccio?

- come si fa a farlo?

- quanto tempo servirà per farlo (tantissimo, nella mia testa)

- da dove comincio?

Risultato: "Ok, quando avrò tempo ci penserò."

A volte questi testi e foto arrivavano e, visti i tempi ormai “matusalemmici”, l’agenzia non stava ad andare per il sottile.
Li inseriva, con tanto di errori grammaticali e, dopo qualche altra settimana di decantazione, il sito era finalmente online.

Viste le date di scadenza “strette”, era normale trovare qualche lieve imperfezione:
sezioni che non si aprivano, foto che non si vedevano (nel senso che appariva una X rossa) o che non si guardavano (nel senso che erano, usiamo un eufemismo, di bassa qualità).

Il tutto, unito a qualche paginetta farcita di frasi tipo:”Azienda Leader del settore” (quale settore?), “…realizza prodotti di qualità” (quali prodotti? Cosa intendi per qualità? Rispetto poi a quali altri prodotti?) ha fatto si che l’imprenditore in questione si ritrovasse in mano il famoso PUGNO DI MOSCHE, maledicendo il giorno in cui pensò di fare un sito (il più ottimista si accontentava del fatto che lui, almeno, il sito lo aveva mentre quel mentecatto del suo concorrente, manco quello).

Nasce così l’HOMO ERECTUS DIFFIDENTIS, che ancora oggi digrigna i denti alla parola SITO INTERNET, in quanto la associa a qualcosa di lungo, difficile, tormentato e che non porta risultati.

Premetto che io non sono un tecnico, ma credo di essere stato un precursore nell’utilizzo degli strumenti web.
Mi ha sempre affascinato e, già nel ’99, acquistavo prodotti in America e altre parti del mondo (no, non mi hanno mai clonato la carta di credito AGGIORNAMENTO: finalmente me l'hanno clonata, il 27/2/2016, così so come ci si sente :-) e non ho mai ricevuto qualcosa di diverso da quello che ho ordinato. Solo una volta ordinai in Australia degli stivali per Allegra, mia figlia e, visto che sbagliai il numero, se li riuscì a mettere solo dopo due anni).

In quella situazione del mercato, quindi, mi vennero spontanei due pensieri:
- si stanno approfittando dei miei clienti;
- credo che il web vada affrontato in maniera diversa.

Cominciai quindi a studiare il mondo di Internet, in Italia se ne parlava ancora poco quindi molto materiale andava cercato oltralpe. Studiai gli approcci al web, le tecnologie disponibili, gurdando migliaia di siti per trovarne di EFFICACI e BEN FATTI.

Finchè nel 2009, appunto, assunsi un programmatore esperto ed una grafica web part-time e mi misi nel BUSINESS dei siti internet.

Tralascio le difficoltà incontrate all’inizio con VERDELITE in quanto, se tu che leggi sei un imprenditore, sono probabilmente le stesse che hai incontrato nel fare Impresa e non ti racconterei niente di nuovo.

I mesi passavano e, per quanto la mia volontà era quella di dare il prodotto di MIGLIORE QUALITÀ che io potessi concepire, mi trovavo a competere con la GUERRA DEL PREZZO, ad assecondare il cliente per timore di perderlo (inutile negarlo) ma soprattutto mi resi conto che mi stavo allineando mentalmente alla concorrenza, ossia “visto che il prezzo è basso, prima finisco meglio è”.

Soprattutto una voce dentro di me diceva:”Sei sicuro di quello che stai facendo? Il cliente non sa cosa è giusto fare ma tu si e comunque ne sai più di lui”.

Cominciò quindi ad insinuarsi nella mia mente non certo l’idea di abbandonare tutto, ma di rivedere la strategia che avevo messo in atto.
Per fare le cose nel modo corretto, infatti, servivano tanti “più”: più attenzione ai dettagli, molta più importanza ai contenuti, sia per quantità che per qualità (e per contenuti intendo di tutti i tipi: testi, foto e video) e, di conseguenza, più soldi.

Ma come si fa a chiedere più soldi quando sul mercato sei il meno conosciuto?

Trovai la MIA risposta: devi educare le persone a quello che si può fare grazie al web e, se lo capiranno, allora investiranno. Devi riuscire a spostare l’obiettivo da AVERE UN SITO a OTTENERE RISULTATI e, per fare questo, devi arrivare a confrontarti con l'Imprenditore, spiegandogli quello che si potrebbe fare con il potenziale che ha la sua azienda.
Insomma, fargli un pò da Coach per la parte web della sua azienda.
Coach, web = Webcoach :-)

- PAUSA PIPÌ E CAFFÈ (lo dico per te, io intanto continuo).

Passano i mesi ed arriviamo al 2011, sposto l'ufficio da Rimini a Cesena e comincio a conoscere alcuni titolari di piccole-medie imprese del territorio, facendo una scoperta: non erano solo i vivaisti ad avere delle situazioni web scandalose, ma la maggior parte delle aziende delle quali visitavo il sito.
Attenzione: non parlo tanto della parte estetica (nel frattempo il web aveva rilasciato strumenti per realizzare siti in meno tempo, grazie ai quali anche chi aveva poca competenza di programmazione poteva realizzare dei prodotti gradevoli) ma della loro visibilità nei motori di ricerca.
Aziende anche importanti che non apparivano (e non appaiono) nelle prime pagine dei motori di ricerca (diciamo Google che facciamo prima) e molte di queste avevano anche speso migliaia e migliaia di euro, magari con l’agenzia blasonata di zona.
“Ma allora non è più una questione di soldi?”, mi dissi.
Ossia, i soldi vengono spesi, ma nel modo sbagliato.

Nel frattempo, alcune imprese cominciano a contattarmi (grazie al PASSAPAROLA dei primi clienti) per aiutarle nel loro percorso e decido, a maggio del 2012, di aprire una seconda società di comunicazione, KOMPRESA, che nel nome nasconde in maniera neanche tanto velata l’obiettivo prefissato, ossia quella di parlare di web in una maniera diversa dai competitor ed essere, appunto, compresa.
Questo nonostante:

  • Avessi pochissimi contatti e giusto un paio di potenziali clienti che (dicevano) mi avrebbero seguito in questo nuovo percorso.
  • Non fossi per niente conosciuto sul mercato.
  • Non avessi uno “storico” di lavori da mostrare.


Ma sentivo di avere un enorme ASSO nella manica.

Sapevo di essere l'unico, in un mercato estremamente competitivo, a VOLER EDUCARE il cliente a raggiungere RISULTATI con il WEB, pensando che la VENDITA sarebbe stata la conseguenza.

Molte aziende infatti, si affidavano ad una agenzia per il sito, ad un'altra per qualche campagne email, un po’ di budget a paginegialle, il figlio curava le campagne adwords, facendo molta confusione e tralasciando quella che io reputo la parte più importante: l’attenzione ai contenuti, intesa (come abbiamo visto sopra) alla quantità, alla qualità e, soprattutto, senza avere minimamente idea di cosa cercasse il proprio pubblico.

Arriviamo così ai giorni nostri dove, per fortuna, entrambe le società sono avviate ed in crescita, lo staff è ora composto da 8 professionisti nei rispettivi settori (programmatori, grafici, copywriter, seo) ed il numero di clienti aumenta costantemente, non facendo siti fini a se stessi bensì portando avanti progetti, implementando e migliorando, con un occhio sempre rivolto al raggiungimento dei risultati prefissati.

Per questo motivo le voci cominciano a girare e cominciano a chiamarmi per fare della Formazione, ossia per spiegare a platee di imprenditori come si fa, veramente, un progetto web. Cosa che tra l'altro ADORO.

Queste memorie mi confermano che in qualsiasi Impresa, ciò che conta di più è lo Scopo (di questo argomento ne parleremo in un prossimo Post), ossia il perchè facciamo ciò che facciamo, come dice sempre uno dei miei mentori, @claudiobelotti
Il mio, di scopo,  è quello di aiutare gli Imprenditori a conoscere, davvero ed in profondità, quale grande opportunità può essere il web per le loro aziende.

E' per questo motivo che sto organizzando la nuova edizione del corso “Il Web al servizio delle PMI” che avrà come titolo "Trasformazione Digitale", dove cercherò di trasmettere a Imprenditori, Commercianti e Professionisti quale grande arma potrebbero avere a disposizione, se solo cominciassero a guardare di più al Futuro e meno al Passato.

Se vuoi ricevete date ed orari appena disponibili, lascia qui alcuni tuoi dati essenziali: http://www.ramoncolombo.it/blog/p16/iscriviti-ai-post/
Questa iscrizione al mio blog, chiaramente GRATUITA, farà si che tu riceva una email ogni volta che scriverò un nuovo post (quindi anche quello dove comunicherò le date del corso).

Se preferisci rimanere aggiornato tramite Facebook, metti il tuo Mi Piace alla mia pagina: https://www.facebook.com/ramon.colombo.web.coach così saprai quando lancerò il Corso.

Grazie per il tempo che mi hai dedicato.
Ramon, il tuo web coach :-)

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Questo articolo è stato scritto da Ramon

Ramon

Mi occupo di Web Marketing e faccio impresa nel campo del Web grazie alle mie due società: Verdelite, l'unica agenzia in Italia specializzata in servizi web per Vivai, Garden Center e aziende sementiere.
Kompresa, agenzia web che aiuta le PMI italiane a vendere di più grazie al web, grazie all'insegnamento di nuove pratiche da attuare all'interno dell'azienda.

Tengo inoltre corsi di formazione sul web per Imprenditori che vogliano cavalcare questa grande opportunità.

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