...e allora, viva X-FACTOR.

Pubblicato il 27/09/2014 da Ramon in Pensieri sciolti
...e allora, viva X-FACTOR.

[X-FACTOR]
Spesso mi emoziono e piango: quando vedo un film con un grande condottiero, con un eroe che vince a volte anche a discapito della sua vita, in un viaggio dove ha dato tutto, impegnato allo spasimo in quella ricerca, quella VOGLIA di agguantare la sua visione, di coronare un sogno, di fare giustizia.
Mi emoziona soprattutto guardare chi ha raggiunto l'ECCELLENZA, chi è riuscito non senza fatica a mettere in moto le ENERGIE DIVINE che il suo dio gli ha donato. Spesso con sangue, sudore e fatica.
Questa emozione mi sgorga dentro e, non nego, mi fa provare un po' di sana invidia. Quella che ti spinge, ti sprona, ti porta a volere di più dalla tua vita, a quel forte desiderio di ricercare il perché siamo qui.

Come recita Bukowski: "Ero dotato, sono dotato. A volte mi guardo le mani e mi rendo conto che sarei potuto diventare un grande pianista o qualcosa del genere. Ma che cosa hanno fatto, le mie mani? Mi hanno grattato le palle, hanno scritto assegni, hanno allacciato le scarpe, hanno tirato la catena del water ecc. Ho sprecato le mani. E la testa."

Tornando ad X-FACTOR, che piaccia o no il Format, mi emoziona vedere giovani e non, con negli occhi quella voglia di riuscire a trasformare il loro desiderio in realtà, immaginando le ore dedicate allo studio, all'allenamento, alla ricerca del dettaglio nel timbro della voce, nel perfezionare quel dono che alcuni hanno ricevuto.
Altri, meno dotati, me li immagino invece trascorrere ore ad ascoltare quella vocina dentro che dice:"Dai, ce la puoi fare", a provare e riprovare.
Questa emozione mi conduce nel passato, a quando avrei potuto dedicarmi con più trasporto a passioni, sport, studi ed, allo stesso tempo, a quel futuro meraviglioso che auguro ai miei figli ed ai giovani in generale, che so che possono avere più, molto di più di un posto in un ufficio a trascorrere un'esistenza mediocre, se solo riuscissero a lanciare il loro cuore oltre gli ostacoli che incontreranno sulla loro via.

Sogno per loro il godimento di un successo: un applauso, una vittoria, una conquista insomma, conscio del fatto che noi possiamo solo indicargli una strada, incitandoli ad alzarsi da soli, indicandogli la direzione per "la casa della nonna" sapendo che quel bosco è pieno di lupi.
Anche il nostro bosco, quello degli adulti, è pieno di lupi.
Le nostre paure, le insicurezze, il timore di perdere, le scuse, il rimandare ad un domani che il più delle volte non arriva.
Non sono uno di quelli che dice:"Ormai non posso più" o che da la colpa delle sue mancanze e dei suoi problemi "agli altri".
Credo fermamente che noi oggi siamo la somma delle decisioni che abbiamo preso, per dirla alla Tony Robbins.
Ogni giorno vedo attorno cose che non mi piacciono, che non funzionano, ingiuste e sinceramente non credo che una mia piccola mossa possa stravolgere gli eventi dell'universo, non sono Ghandi.
Credo però io possa fare qualcosa, oltre che per me, anche per la cerchia ristretta di persone attorno a me, per quella un po' più allargata e forse anche per quella dopo.
Cerco di farlo con il mio entusiasmo, con la voglia di far sorridere, professionalmente portando soluzioni o, semplicemente, consigliando rimedi anche se non chiesti, cercando di lasciare un "dono" intangibile a quella persona che mi ha comunque dedicato del tempo.
Questo perché credo che possiamo fare qualcosa per la persona che abbiamo vicino, se questa vuole cambiare la sua situazione.

Quando mio padre era un bambino faceva chilometri a piedi, spesso nel buio, per andare alla scuola più vicina, da solo.
Oggi molte persone sono messe così, nel buio, abbandonate da tutti, sole.
Abbandonate dalla politica, per la quale provo un vero disgusto e dalla giustizia che spesso si rivela ingiustizia, da questo stato inefficiente e da commessi di Autogrill sgarbati, da chi si preoccupa solo del proprio mal di testa e da chi ti nega un sorriso o un semplice saluto e chi non ti ascolta perché "ha già capito tutto" ed è solo interessato al suono della propria voce.
Partecipo spesso a momenti formazione, per cercare di capire, di crescere prendendo spunti da chi ha fatto cose, con esperti che parlano a volte di argomenti affini ma affrontati da diversi punti di vista. Che siano Claudio Belotti o Igor Sibaldi, Anthony Robbins o altri, alcuni concetti che risuonano spesso sono che il mondo si sta spaccando sempre più fra chi sta dalla parte del problema e chi da quella delle soluzioni.
Io non ho dubbi in quale voglio e cerco di stare, contribuendo per quello che so e posso fare, allontanandomi da chi ci succhia i nostri entusiasmi, in cambio di emozioni negative. Da chi ci consegna rabbia invece che "pieni" di gratitudine.

Se devo scegliere, allora scelgo X-FACTOR, che mi ha emozionato e fatto piangere per il successo di un altra persona, godendone quasi come se fosse stato il mio.
Scelgo chi vuole cambiare, chi vuole di più ed è disposto a conquistarselo, scelgo chi dice "É colpa mia", a chi ha un problema e cerca la soluzione senza aspettarsela, spesso invano, da altri e chi, come me, si trova a piangere davanti ad un ragazzino che canta.

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Questo articolo è stato scritto da Ramon

Ramon

Mi occupo di Web Marketing e faccio impresa nel campo del Web grazie alle mie due società: Verdelite, l'unica agenzia in Italia specializzata in servizi web per Vivai, Garden Center e aziende sementiere.
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Tengo inoltre corsi di formazione sul web per Imprenditori che vogliano cavalcare questa grande opportunità.

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